{"id":14,"date":"2023-01-21T08:56:59","date_gmt":"2023-01-21T07:56:59","guid":{"rendered":"https:\/\/unfarosuldiabete.it\/?p=14"},"modified":"2023-02-06T16:25:52","modified_gmt":"2023-02-06T15:25:52","slug":"bi-sogno-di-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/farosullasalute.it\/index.php\/2023\/01\/21\/bi-sogno-di-salute\/","title":{"rendered":"BI-SOGNO DI SALUTE"},"content":{"rendered":"\n<p> di Bruno Amato<\/p>\n\n\n\n<p>Buongiorno, occorre che mi presenti e vi racconti dall\u2019inizio la storia che mi lega all\u2019Associazione<br>Diabetici Meridionali \u201cAl di qua del faro\u201d, per darne una testimonianza. Mi chiamo Bruno Amato e<br>sono un medico napoletano del Policlinico Federico II di Napoli, professore di Chirurgia Vascolare<br>e coordinatore del master universitario sul Piede Diabetico. Un bel giorno, qualche anno fa, mi si<br>present\u00f2 in ambulatorio un simpatico signore beneventano ad accompagnare un paziente<br>diabetico con problemi circolatori ad un arto inferiore, che rischiava l\u2019amputazione. Fu possibile,<br>fortunatamente, aiutare quel paziente ad allontanare il rischio di amputazione ed a farlo<br>riprendere a camminare. Dopo qualche tempo, il \u201csimpatico signore beneventano\u201d torn\u00f2 al mio<br>ambulatorio ad accompagnare un altro paziente di un piccolo paese beneventano con problemi<br>simili, poi un altro e poi un altro ancora. Incuriosito gli domandai se si trattasse di una grande<br>famiglia di cui lui si occupasse cos\u00ec scrupolosamente. Mi spieg\u00f2 allora di essere lui stesso diabetico<br>e di essere stato in un recente passato sul punto di correre il rischio di perdere un arto a causa del<br>diabete: per questo considerava ormai ogni diabetico un suo parente. Mi raccont\u00f2 il suo calvario e<br>mi spieg\u00f2 di considerarsi fortunato di avere avuto le possibilit\u00e0 di farsi curare in un primario centro<br>medico dell\u2019Italia settentrionale, recuperando la possibilit\u00e0 di salvare l\u2019arto e di riprendere a<br>camminare con minimi handicap. Il suo racconto e la sua storia si sono trasformati in un sogno ed<br>in un impegno: quello di aiutare i suoi conterranei diabetici a evitare il percorso travagliato che lui<br>stesso aveva attraversato e a potersi curare a casa propria, attraverso la prevenzione e le cure<br>specialistiche che avevano assicurato a lui stesso un esito favorevole ed un ritorno alla vita<br>normale. Dalla sua esperienza dolorosa era quindi nato un impegno sociale, nel campo della<br>prevenzione sanitaria, a favore di quel gran numero di persone, giovani ed anziani, che sono affetti<br>dal diabete, una malattia insidiosa e subdola, che lentamente danneggia tutti gli organi, attraverso<br>il deterioramento progressivo della circolazione di ogni organo. Per dare una struttura a questa<br>che ormai lui considerava la missione della sua vita, il simpatico signore beneventano aveva<br>istituito quindi una associazione che ha chiamato \u201cAl di qua del faro \u2013 Associazione Diabetici<br>Meridionali\u201d, con l\u2019obiettivo di assicurare, vicino casa, a chi avesse bisogno, le competenze e le<br>cure per prevenire tutti i possibili danni che la malattia diabetica pu\u00f2 comportare. Cos\u00ec era<br>cominciato il suo viaggio alla ricerca anche dei medici e delle strutture che potessero collaborare<br>con il suo sogno ed il compito che si era dato: in questa ricerca ha trovato dapprima la<br>collaborazione ed il sostegno di numerosi medici specialisti che si sono resi disponibili per dare<br>una precedenza ed una attenzione speciale alle persone da lui assistite, per lo pi\u00f9 in ambiente<br>pubblico. Poi \u00e8 stata individuata una sede dove, a condizioni sempre favorite da chi comprendeva<br>e aderiva ai principi della Associazione, si sono costituite le possibilit\u00e0 di effettuare in una unica<br>sede tutti gli esami e le consulenze specialistiche di terapia e di prevenzione, di cui un paziente<br>diabetico pu\u00f2 avere necessit\u00e0. E\u2019 nato cos\u00ec un Centro Medico Polispecialistico dedicato ai pazienti<br>diabetici a cui possono afferire tutti coloro che aderiscono a questa associazione. Ai medici che<br>l\u2019Associazione aveva selezionato \u00e8 stato quindi chiesto di offrire la propria disponibilit\u00e0 di<br>effettuare visite ed esami specialistici in quella sede, concentrando la possibilit\u00e0 di controlli globali<br>sullo stato e gli effetti della malattia diabetica.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 cos\u00ec che anche io partecipo, come medico specialista vascolare, alle attivit\u00e0 del Centro, venendo<br>da Napoli, la mia citt\u00e0, circa due volte al mese. Si tratta di una forma di volontariato sanitario che<br>non nasce, come spesso capita, da uno spirito religioso o caritatevole, perch\u00e9, nel caso della<br>Associazione \u201cAl di qua del faro\u201d, si tratta di una iniziativa esclusivamente civica, il cui spirito \u00e8<br>quello legato prevalentemente alla\u00a0tutela di diritti dei malati diabetici, con una funzione di stimolo<br>e collaborazione con l\u2019operato delle istituzioni sanitarie pubbliche, unitamente ad una azione di<br>sensibilizzazione e prevenzione, gi\u00e0 attuate attraverso iniziative di promozione e di educazione,<br>come si prefigge anche questo giornalino, con capacit\u00e0 di\u00a0comunicare non solo valori, ma<br>comportamenti e stili di vita, volte a tutta l\u2019opinione pubblica. E sono fiero di partecipare al sogno<br>e alla missione del creatore della Associazione \u201cAl di qua del Faro\u201c, germinata sul suolo<br>beneventano, ma pronta a fare da guida ed essere di esempio per altre iniziative simili che<br>possano nascere anche in altre provincie meridionali, con le medesime capacit\u00e0 di ascoltare le<br>esigenze della popolazione diabetica e creare le condizioni per cui il malato, da passivo oggetto di<br>cure, possa diventare un soggetto attivo e protagonista di un rapporto di reciprocit\u00e0, capace di<br>realizzare una vera umanizzazione delle cure. In questo contesto l\u2019Associazione svolge un ruolo di<br>integratore del sistema sanitario contribuendo al benessere degli assistiti e rendendo pi\u00f9 labili i<br>confini fra salute e malattia. Per questo sono orgoglioso e sento forte la mia vicinanza alla<br>Associazione \u201cAl di qua del Faro\u201d ed al suo fondatore, Annio Rossi, il \u201csimpatico signore<br>beneventano\u201d.<br>Bruno Amato, chirurgo vascolare, docente della Federico II, coordinatore del Master su piede diabetico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farosuldiabete.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG-20230202-WA0001.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-146\" width=\"308\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/farosullasalute.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG-20230202-WA0001.jpg 408w, https:\/\/farosullasalute.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG-20230202-WA0001-300x249.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 308px) 100vw, 308px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Bruno Amato Buongiorno, occorre che mi presenti e vi racconti dall\u2019inizio la storia che mi lega all\u2019AssociazioneDiabetici Meridionali \u201cAl di qua del faro\u201d, per darne una testimonianza. 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