{"id":18,"date":"2023-01-21T08:59:29","date_gmt":"2023-01-21T07:59:29","guid":{"rendered":"https:\/\/unfarosuldiabete.it\/?p=18"},"modified":"2023-02-01T10:10:19","modified_gmt":"2023-02-01T09:10:19","slug":"diabete-e-ictus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/farosullasalute.it\/index.php\/2023\/01\/21\/diabete-e-ictus\/","title":{"rendered":"Diabete e Ictus"},"content":{"rendered":"\n<p>di Piercarmine Porcaro<\/p>\n\n\n\n<p>Il diabete \u00e8 oggi considerata una patologia epidemica, per la sua grande diffusione in Italia. Lo stile<br>di vita moderno, caratterizzato da sedentariet\u00e0, elevata assunzione di cibi grassi e zuccheri <br>purtroppo, soprattutto nelle regioni del nostro meridione, anche una scarsa attenzione alla<br>prevenzione e agli screening a cui i pazienti diabetici debbono ciclicamente sottoporsi, favorisce il<br>propagare di questa malattia e delle sue complicanze.<br>Come \u00e8 noto, il diabete \u00e8 una patologia sistemica, che causa numerose alterazioni nell\u2019organismo<br>legata agli elevati livelli di glucosio nel sangue se non trattati, come danni cronici a reni, fegato,<br>nervi periferici e sistema cardiovascolare. \u00c8 quest\u2019ultima condizione, che predispone all\u2019accidente<br>vascolare pi\u00f9 temuto ovvero l\u2019Ictus. La formazione di placche aterosclerotiche e la perdita della<br>fisiologica elasticit\u00e0 dell\u2019arteria, causata dagli elevati livelli di zucchero nel sangue, rende il<br>paziente diabetico molto esposto alla patologia ischemica.<br>L\u2019ictus cerebrale \u00e8 una improvvisa chiusura o rottura di un vaso cerebrale. Nel paziente diabetico,<br>la prima forma \u00e8 quella sicuramente pi\u00f9 frequente. Diversi studi scientifici, gi\u00e0 a partire dal 2012<br>(condotto dalla Columbia University Medical Center di New York City) hanno dimostrato una<br>correlazione tra durata del diabete e accidenti cerebrovascolari, evidenziando un aumento delle<br>probabilit\u00e0 di incorrere in tale complicanza per i pazienti che sono diabetici da pi\u00f9 tempo.<br>In Italia l\u2019ictus \u00e8 la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, causando il<br>10-12% di tutti i decessi per anno, e rappresenta la principale causa di invalidit\u00e0. L\u2019incidenza<br>dell\u2019ICTUS aumenta in modo progressivo con l\u2019et\u00e0; il 75% degli ICTUS colpisce i soggetti di oltre 65<br>anni. L\u2019ICTUS ischemico \u00e8 la forma pi\u00f9 frequente nell\u201980% dei casi. Nelle persone diabetiche il<br>rischio di ICTUS ischemico \u00e8 3 volte pi\u00f9 elevato rispetto ad un soggetto normale. In Italia ogni anno<br>si verificano oltre 200.000 casi di ictus e ben 930.000 persone ne portano le conseguenze.<br>Il trattamento pi\u00f9 efficace e risolutivo, che determina una minore insorgenza di invalidit\u00e0 post<br>ictus \u00e8 la riapertura del vaso occluso eseguita presso la struttura di Neuroradiologia<br>interventistica, all\u2019interno delle cosiddette \u201cStroke Unit\u201d.<br>I pazienti suscettibili a tale trattamento radiologico debbono rientrare in una stretta<br>organizzazione multidisciplinare che coinvolge in primis i Neuro-Radiologi, che in collaborazione<br>con altra figura mediche specialistiche, hanno la possibilit\u00e0 di intervenire quando il paziente con<br>ictus rientra in uno stretto lasso temporale. L\u2019intervento tempestivo \u00e8 di fatti fondamentale, ogni<br>secondo senza intervento circa 32 mila cellule neuronali muoiono. Nei successi 59 secondi<br>dall\u2019inizio dello stroke ischemico il paziente perde 1,9 milioni di neuroni.<br>La procedura di neuroradiologia interventistica consiste nella trombectomia, ovvero il catetere<br>viene fatto arrivare nel punto dove si \u00e8 verificata l&#8217;occlusione cos\u00ec da rimuoverla meccanicamente.<br>La procedura oggi \u00e8 sicura e garantisce una riduzione significativa della disabilit\u00e0 residua dopo<br>l&#8217;ictus, inoltre la trombectomia si mantiene efficace se praticata dalle 6 fino alle 24 ore dopo la<br>comparsa dei sintomi; quindi, pi\u00f9 a lungo rispetto alla trombolisi con la quale occorre agire entro<br>al massimo 9 ore.<br>Appare, dunque, evidente come sul territorio, per poter sottoporre i pazienti a tali procedure<br>emergenziali, debba esistere una rete sanitaria organizzata ed efficiente \u201cStroke Unit\u201d, cos\u00ec da<br>poter salvare non solo la vita dei pazienti, ma prevenire le terribili invalidit\u00e0 a cui sono esposti ile<br>persone non trattate tempestivamente, essendo questa patologia la prima causa di invalidit\u00e0<br>permanente in Italia.<br>Purtroppo, assistiamo ancora oggi, soprattutto nel SUD Italia, ed in particolare nelle province<br>meno abitate, pi\u00f9 piccole e lontane dai grandi centri ospedalieri, un\u2019assenza di tali reti di<br>Neurointerventisca, che creano una netta divisone dei pazienti, essendo l\u2019ictus una patologia<br>tempo-dipendente, tra chi ha accesso a tali trattamenti tempestivi e chi purtroppo no. In tutto il<\/p>\n\n\n\n<p>Paese solo il 37% dei pazienti candidabili a trombectomia intracranica viene sottoposto al<br>trattamento endoarterioso. Questo dipende in buona parte dalla carenza di Stroke Unit: ne<br>servirebbero almeno 300 in tutta Italia e ce ne sono solo 190, distribuite a macchia di leopardo e<br>per l&#8217;80% al Nord.<br>L\u2019impegno dello Stato, e soprattutto delle Regioni a cui \u00e8 delegata l\u2019organizzazione della Sanit\u00e0,<br>deve tendere alla creazione di tali strutture ricettive affinch\u00e9 a tutti i cittadini, diabetici e no, sia<br>garantita la stessa possibilit\u00e0 di cura, mettendo fine alla terribile sperequazione che esiste tra<br>provincia e metropoli, tra cittadini di serie A e serie B.<br>Piercarmine Porcaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Piercarmine Porcaro Il diabete \u00e8 oggi considerata una patologia epidemica, per la sua grande diffusione in Italia. 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